PAROLE DI VITA
Doni più con la testa o con il cuore?

A volte si dona solo per mostrarsi o per sistemare la coscienza

Tu doni più con la testa o con il cuore? In questo articolo potrai trovare degli spunti utili per rispondere. Si parta di una povera vedova che dona tutti gli spiccioli che possiede al contrario dei ricchi che offrono in elemosina il superfluo. Gesù ci offre la possibilità di osservare un doppio approccio, due differenti modalità relazionali, una fredda, razionale e distaccata l’altra calda, emotiva e confidente.

Una riflessione utile per ognuno di noi!


✠ Lettura del Vangelo secondo Marco Mc 12, 38-44

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


Cosa ci dice questo Vangelo?

doni più con la testa o con il cuore

Tu doni più con la testa o con il cuore?

Gesù se la prende con gli scribi, persone molto ammirate dalla gente per la loro perfezione nell’osservanza della Legge, visto che sono specialisti nello studio della Bibbia e nella spiegazione dei precetti. Si facevano chiamare «rabbi», cioè maestri. Anche Gesù veniva spesso appellato dalla gente come rabbi, ma era un tributo spontaneo e non era lui a chiederlo.

La fede degli scribi è legalistica, basata sulle apparenze, potremmo definirla una fede cognitiva. Una simile fede produce freddezza, distanza, non relazione, cioè l’esatto opposto di ciò che Gesù predicava, ovvero una relazione d’amore profondo e gratuito, cioè l’agape, tra un Dio Padre e le sue creature.

Una relazione d’amore come quella mostrata dalla povera vedova, che ha agito emotivamente, ha donato con il cuore e non con la testa, non è stata a pensare che senza quelle monetine non avrebbe potuto mangiare. È vero, è stata un po’ incosciente, perché ha agito spinta da un impulso d’amore, si è abbandona a Dio e alla Sua divina Provvidenza.

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Conclusioni

La vedova si è lasciata amare da Dio senza porre barriere, ha donato quel poco di materiale che aveva ma ha conservato la dignità ed ampliato la relazione di confidenza con Dio, certa nel fatto che non le avrebbe fatto mancare il necessario e avrebbe provveduto al suo futuro. Ha messo in atto un abbandono fiducioso, un sentimento possibile solo tra persone che si amano davvero.

Quante volte noi amiamo superficialmente e doniamo solo il superfluo… pochi spiccioli del nostro tempo, dei nostri talenti e dei nostri averi per metterci a posto la coscienza. A volte anche il perdono è donato in modo superficiale e farisaico.

Ma in quel momento chi siamo? Più degli scribi calcolatori o delle vedove povere fiduciose? Ad ognuno la propria risposta!

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