Il perdono riduce l’ansia

Molti studi scientifici hanno dimostrato che il perdono rende meno ansiosi e più felici

In questo articolo, parleremo del concetto di perdono e di come possa essere analizzato in una modalità più ampia in relazione anche alla psicologia, in special modo ai disturbi d’ansia.

Il perdono è diventato interessante per gli psicologi soltanto negli ultimi anni. Per lungo tempo le persone hanno praticato e studiato il perdono soprattutto all’interno del contesto religioso e filosofico.

il perdono dona nuovo colore alla tua vita

Il perdono ricolora la tua vita

Lo studio scientifico del perdono è iniziato con l’aumento della comunicazione tra le discipline che ha dato vita ad un vivace dibattito (Berry, Worthington, Parrott, O’Connor & Wade, 2001).

Il concetto di perdono ha quindi una ricca storia in filosofia e nella tradizione religiosa Giudaico-Cristiana, mentre gli studi psicologici che lo riguardano sono stati molto rari fino a pochi anni fa (McCullough, Sandage & Worthington, 1997).


PSICOLOGIA E PERDONO

Il perdono psicologico implica aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali (Worthington et al., 2007). Due sono le tipologie di perdono:

  1. perdono tocca il cuore

    Il perdono dona nuova luce al tuo cuore

    il perdono decisionale ovvero la presa di decisione da parte del soggetto di controllare i propri comportamenti (aspetto cognitivo),

  2. il perdono emotivo ovvero le emozioni che entrano in gioco durante il perdono in quanto nel perdonare si attiva una trasformazione delle emozioni: da negative come l’ostilità e la rabbia a positive quali compassione ed empatia.

Tutto ciò si ripercuote nel comportamento che verrà messo in atto. (Worthington et al., 2007). La capacità di perdonare cambia nel corso della vita e non si mantiene stabile negli anni. (McCullough et al., 2009).

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PERDONO AD ALTRI O A SÈ STESSI

Quando si parla di capacità di perdonare bisogna distinguere chiaramente il destinatario del perdono:

  • perdono è dono a sè stessi

    Il perdono è un dono a sè stessi

    indirizzato all’altro se si è vittime di un torto o di un’offesa reale o percepita come tale, tenendo presente che perdonare non significa negare, minimizzare, scusare l’altro o dimenticare l’offesa (Toussaint et al., 2012). Occorre poi sottolineare che il perdono è sempre possibile, mentre la riconciliazione può avvenire solo dopo il perdono e in presenza di precise condizioni.

  • rivolto a sé stessi se si è responsabili verso terzi di un’offesa reale o percepita come tale oppure se ci sente responsabili per aver trasgredito valori propri di riferimento (Kohlberg 1976)

IL PERDONO COMBATTE L’ANSIA

Lo psichiatra canadese R. C. Hunter è stato uno dei primi terapeuti a riportare i benefici del perdono nei pazienti affetti da Disturbi d’Ansia (Canadian Psychiatric Association Journal 23 – 1978).

perdono minfullness

Il perdono non è una tecnica mindfulness

Non si tratta di entrare in una condizione minfulness, cioè diventare osservatori acritici dei propri pensieri e delle proprie emozioni per non esserne travolti, ma di rivedere il problema da una prospettiva diversa.

Infatti chi soffre di Disturbi d’ansia tende ad entrare in un pericoloso circolo vizioso dove si alternano paura immotivata, rancore, colpevolizzazione, frustrazione associate a rimuginazioni (catene di anticipazioni di eventuali problemi futuri e conseguente tentativo per cercare soluzioni su come gestirli).

Si cerca controllare questi stati d’animo ma non si riesce e per questo ci si sente in colpa, creando un circolo vizioso che, per guarire, ha bisogno di essere spezzato.

Questa colpevolizzazione per “non riuscire a farcela” ha bisogno di essere riconosciuta e può essere utilmente trasformata attraverso il perdono, che porta all’accettazione dell’altro con i suoi limiti e all’accettazione di sé stessi nonostante i propri limiti.


IL PERDONO È AUTO-COMPASSIONE

In una recente ricerca (Neff, Kirkpatrick e Rude, 2007) si richiedeva ai soggetti di svolgere un compito che metteva in discussione un aspetto di debolezza soggettiva.

Si è rilevato che l’auto-compassione è associata ad una riduzione dell’ansia e che provare compassione per sé stessi equivale a perdonarsi. Attraverso l’auto-compassione si fornisce la sicurezza emotiva per analizzarsi e comprendersi chiaramente, senza timore dell’auto-condanna, dando a sé stessi il permesso di percepirsi e comprendersi in modo più accurato e di correggere schemi mentali disadattivi (Brown, 1999)

Conclusione

In questo articolo abbiamo trattato in modo piuttosto tecnico il concetto di perdono in relazione ai disturbi d’ansia e abbiamo scoperto che numerosi studi hanno dimostrato che il perdono è una modalità efficace anche dal punto di vista psicologico per gestire i disturbi d’ansia in ogni loro forma.



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