Psicologia ed esorcismo: collaborazione possibile?

Un argomento di grande attualità trattato tra fede e ragione

In questo articolo viene esaminato il ritorno dell’esorcismo in molti contesti culturali e le aree di collaborazione tra esorcisti ed esperti della salute mentale. Sono molte le possibili aree di sovrapposizione tra psicopatologia e demonologia, per compiere un serio discernimento occorrono esperienza e competenza.

Di fatto la transizione dal modernismo al postmodernismo ha facilitato il recupero e la riemersione di credenze e tradizioni circa le azioni demoniache straordinarie che si pensavano abbandonate e relegate al bigottismo religioso. Questo almeno in occidente, visto che in altri contesti culturali tali credenze e relative pratiche rituali non sono mai davvero scomparse.


IL RITORNO DELL’ESORCISMO

il ritorno dell'esorcismo

Il libro è stato pubblicato a Settembre 2020

Nel mio ultimo libro “Il ritorno dell’esorcismo” Ed San Paolo per trattare l’argomento ho utilizzato una visuale allargata, filosofica, antropologica, storica e psicologica e spirituale.

Se dalla filosofia, dall’antropologia, dalla storia e dalle religioni mi aspettavo, come è avvenuto, ampi riscontri in merito, sono rimasto stupito dal fatto che anche la psichiatria e la psicologia stanno affrontando l’argomento in modo più libero e scientifico. Fede e ragione possono trovare anche in questo campo utili sintesi.

Operatori della salute spirituale e della salute mentale possono dialogare e collaborare, mettersi al servizio. Entrambi hanno a cuore il “ben-essere” in contrapposizione a situazioni di “mal-essere”. Qualsiasi sia l’origine del male.


COME SI PONGONO PSICOLOGI E PSICHIATRI

psicologia e ritorno esorcismo

Un colloquio psicologico

Lo psicologo è un professionista della salute mentale che «opera al fine di conoscere, migliorare e tutelare il benessere psicologico e la salute nelle persone, famiglie, comunità e organizzazioni sociali e lavorative»[1] recita la declaratoria degli atti tipici dello psicologo.

Lo psicologo è anche uno scienziato, quindi ha il dovere di indagare e, dove possibile, sperimentare. Rispetto a come lo psicologo si deve porre nei confronti di clienti nei quali verifica segnali comportamentali o elementi che lo orientano verso possibili demonopatie, occorre tenere presente quanto cita l’articolo 4 codice deontologico degli Psicologi, che ricorda come sia necessario “astenersi dall’imporre” le proprie opinioni, e che in senso riduttivo è troppo spesso diventato “astenersi dal proporle”. Ciò non è bene per il paziente e non è sano per il terapeuta.


COME SI PONGONO GLI ESORCISTI

esorcista don Gabriele Amorth

L’esorcista Don Gabriele Amorth, socio onorario dell’associazione

L’esorcista invece si occupa di aiutare la persona a ripristinare la salute spirituale messa a repentaglio da un’azione malefica straordinaria, ed «è un sacerdote che per la sua pietà, scienza, prudenza e integrità di vita sia ritenuto dall’Ordinario idoneo a tale ministero e da lui espressamente autorizzato ad esercitarlo. […] Il ministero dell’esorcista perciò, oltre che di liberazione, è anche un ministero di consolazione».[2]

Anche per gli esorcisti ci sono dei pericoli: la fatica del ministero e la demotivazione per risultati che spesso tardano a palesarsi, uniti ad un eccessivo attivismo e ad attacchi demoniaci volti allo scoraggiamento sono alcuni dei pericoli ai quali possono andare incontro anche gli esorcisti. Soprattutto quelli che non riescono a conservare un perfetto equilibrio tra il fare e l’essere, tra l’immanente e il trascendente, tra l’azione materiale e la vita spirituale.

Il buon esorcista deve possedere una grande fede, ma anche un’ottima struttura di personalità, per conservarsi equilibrato durante un compito molto delicato e potenzialmente destabilizzante.


ESORCISTI E PSICOLOGI POSSONO COLLABORARE?

Sempre più spesso si assiste ad esorcisti che collaborano con gli esperti della salute mentale e viceversa. Le testimonianze sia da parte dei sacerdoti che degli psichiatri/psicologi che da tempo collaborano sono tutte estremamente positive. Risulta evidente che, in fondo, esorcisti e psicologi desiderano entrambi esaltare l’unicità dell’uomo, promuovendone la salute in modo integrale, “liberandolo da ogni male”.

La modalità d’approccio e disposizione d’animo nell’affrontare le azioni demoniache straordinarie dev’essere simile sia per i sacerdoti che per gli esperti della relazione d’aiuto:

  • Pietà manifestata attraverso l’empatia, la compassione e il rispetto verso chi sta soffrendo prima, durante e dopo l’azione di presa in cura.
  • Scienza che parte dallo studio e si completa con la il dono soprannaturale della conoscenza che apre al mistero e aiuta a discernere il naturale dal preternaturale e dal soprannaturale.
  • Prudenza sia durante il discernimento, che durante l’azione di cura delle persone che durante i contatti spirituali diretti o indiretti con i demoni.
  • Perdono esercitato sia nei confronti di sé stesso che del prossimo, attraverso un costante esame di coscienza unito al sacramento delle riconciliazione.
  • Visione esistenziale per offrire una visione di senso alle persone e per aprirsi ad una visione spirituale dell’esperienza.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo compreso che è possibile, anzi auspicabile, una collaborazione tra gli esperti della salute mentale e gli esorcisti, i primi per escludere psicopatologie conclamate, i secondi per esercitare un ministero di liberazione e di consolazione che parte da una precisa richiesta di Gesù.

[1] ORDINE DEGLI PSICOLOGI, La professione di Psicologo: declaratoria, elementi caratterizzanti ed atti tipici, Roma, 05/06/2015.

[2] CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Rito degli esorcismi “De exorcismis et supplicationibus quibusdam” (versione italiana), Presentazione, 2001.