La storia di Davide: pastore, re, sacerdote e profeta
Oltre il mito: chi era davvero Davide?
Nell’immaginario collettivo, Davide è spesso ricordato semplicemente come il giovane pastore che abbatté il gigante Golia con una fionda. Ma la figura del secondo re d’Israele è immensamente più ricca, sfaccettata e drammatica: poeta e musicista, condottiero geniale, politico spietato, uomo dai grandi peccati e dall’altrettanto grande pentimento.
In questa serata effettueremo un viaggio affascinante tra narrazione biblica, riscontri archeologici e complessità umana per scoprire la figura più iconica dell’Antico Testamento.
Non una catechesi ma una riflessione storico-teologica, con spiegazioni sull’opera di un uomo che ha composto alcuni tra i salmi più coinvolgenti.
Dalla fionda al trono: un’esistenza straordinaria
L’elezione e lo scontro con Golia: Il significato simbolico e storico dell’unzione da parte del profeta Samuele e della celebre vittoria nel terreno di battaglia.
Luci eombre del potere: La fuga da re Saul, la conquista di Gerusalemme (la fuga da re Saul, la conquista di Gerusalemme, l’unificazione delle tribù e le drammatiche lotte intestine per la successione.
Un uomo “secondo il cuore di Dio”: L’analisi delle debolezze umane di Davide — dall’adulterio con Betsabea da cui nacque il grande re Salomone, all’omicidio di Uria — e la profondità della sua penitenza espressa nella tradizione dei Salmi.
Archeologia, profezia ed eredità
La storia di fronte all’archeologia: Cosa dicono i reperti moderni? Esamineremo le scoperte fondamentali, come la celebre Stele di Tel Dan, che cita espressamente la “Casa di Davide”.
La radice del Messia: Perché la stirpe di Davide è il perno della genealogia evangelica e la promessa da cui muove l’intera narrazione della Natività?
L’iconografia nell’arte e nella cultura: Da Michelangelo ai simboli di regalità, come la figura di Davide ha ispirato secoli di arte e letteratura.
CHI CONDUCE
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi è felicemente nonno e pensionato. Ma la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra. Infatti ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Ha effettuato anche un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
DOVE E QUANDO SI SVOLGE
ONLINE Mercoledì 28 Ottobre dalle ore 21,00 alle 22,30
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Conferenza gratuita ma riservata agli associati in regola con la quota associativa 2026.
Se non sei ancora associato o non hai rinnovato la tessera questo è il momento giusto!
Gli iscritti riceveranno il link per accedere alla piattaforma di videoconferenza Meet.
https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2024/11/Il_Libro_della_Sapienza.jpg333500Elisabetta Fezzihttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngElisabetta Fezzi2026-10-03 08:35:082026-10-07 19:05:41Davide: pastore, re, sacerdote e profeta
La storia di Davide: pastore, re, sacerdote e profeta
Oltre il mito: chi era davvero Davide?
Nell’immaginario collettivo, Davide è spesso ricordato semplicemente come il giovane pastore che abbatté il gigante Golia con una fionda. Ma la figura del secondo re d’Israele è immensamente più ricca, sfaccettata e drammatica: poeta e musicista, condottiero geniale, politico spietato, uomo dai grandi peccati e dall’altrettanto grande pentimento.
In questa serata effettueremo un viaggio affascinante tra narrazione biblica, riscontri archeologici e complessità umana per scoprire la figura più iconica dell’Antico Testamento.
Non una catechesi ma una riflessione storico-teologica, con spiegazioni sull’opera di un uomo che ha composto alcuni tra i salmi più coinvolgenti.
Dalla fionda al trono: un’esistenza straordinaria
L’elezione e lo scontro con Golia: Il significato simbolico e storico dell’unzione da parte del profeta Samuele e della celebre vittoria nel terreno di battaglia.
Luci eombre del potere: La fuga da re Saul, la conquista di Gerusalemme (la fuga da re Saul, la conquista di Gerusalemme, l’unificazione delle tribù e le drammatiche lotte intestine per la successione.
Un uomo “secondo il cuore di Dio”: L’analisi delle debolezze umane di Davide — dall’adulterio con Betsabea da cui nacque il grande re Salomone, all’omicidio di Uria — e la profondità della sua penitenza espressa nella tradizione dei Salmi.
Archeologia, profezia ed eredità
La storia di fronte all’archeologia: Cosa dicono i reperti moderni? Esamineremo le scoperte fondamentali, come la celebre Stele di Tel Dan, che cita espressamente la “Casa di Davide”.
La radice del Messia: Perché la stirpe di Davide è il perno della genealogia evangelica e la promessa da cui muove l’intera narrazione della Natività?
L’iconografia nell’arte e nella cultura: Da Michelangelo ai simboli di regalità, come la figura di Davide ha ispirato secoli di arte e letteratura.
CHI CONDUCE
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi è felicemente nonno e pensionato. Ma la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra. Infatti ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Ha effettuato anche un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
DOVE E QUANDO SI SVOLGE
ONLINE Mercoledì 28 Ottobre dalle ore 21,00 alle 22,30
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https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2024/11/Il_Libro_della_Sapienza.jpg333500Elisabetta Fezzihttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngElisabetta Fezzi2026-10-03 08:35:082026-10-07 19:05:41Davide: pastore, re, sacerdote e profeta
Scopri le apparizioni e i segreti di Fatima in una conferenza gratuita riservata agli associati.
LE APPARIZIONI A FATIMA
Molti sanno delle apparizioni a Fatima e dei suoi segreti, forse non tutti sanno che il primo ad apparire a Fatima ai tre pastorelli fu un angelo, che tra il 1915 e il 1916 spiegò l’importanza dei sacrifici in riparazione alle offese contro Dio, e insegnò come pregare e ricevere in modo adeguato l’Eucaristia.
Ma era il 13 maggio 1917 quando Maria apparve per la prima volta ai fratellini Jacinta e Francisco Marto e alla cugina Lúcia dos Santos a Cova di Iria, vicino a Fatima. Pochi anni dopo, nel 1930, queste apparizioni sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa come rivelazioni private e sul luogo è stato costruito un Santuario, visitato da alcuni papi e ripetutamente da San Giovanni Paolo II, che riteneva che Maria lo avesse salvato miracolosamente durante l’attentato.
Penetra i segreti di Fatima grazie al nostro esperto
La cronaca racconta che i tre pastorelli di 10, 9 e 8 anni, videro scendere dal cielo una nube da cui apparve una figura vestita di bianco con in mano un rosario che identificarono con la Madonna. Alla prima apparizione ne seguirono con regolarità altre, sempre il giorno 13 del mese, fino ad ottobre. Poiché venne chiesto a Maria che un evento prodigioso confermasse la veridicità di quanto affermato dai bambini, il 13 ottobre avvenne quello che è stato denominato il “miracolo del sole”: all’improvviso il sole ha iniziato a ruotare cambiando colore e ingrandendosi fino a dare l’impressione che sarebbe caduto sulla terra.
Il messaggio di Maria
Il messaggio che la Nostra Signora di Fatima ha voluto trasmettere sostanzialmente rappresenta un forte invito alla penitenza e alla preghiera, e riguarda molti eventi che sono stati puntualmente confermati dalla storia: la fine della prima guerra mondiale; il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante della prima; la minaccia comunista proveniente dalla Russia, la necessità di consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria ad opera del papa e tutti i vescovi riuniti.
Il segreti di Fatima
Suor Lucia è stata custode dei segreti di Fatima
Alle apparizioni sono legati i “Segreti“, cioè il contenuto dei messaggi della Madonna, che Lucia trascrisse solo tra il 1941 e il 1944 su ordine del vescovo locale. Questi messaggi dovevano rimanere segreti, potevano essere letti solo dal papa ed essere resi noti solo dopo il 1960. Sia Papa Giovanni XXIII che Paolo VI lessero i segreti ma decisero di non rivelarli al mondo, mentre fu Giovanni Paolo II che divulgò il segreto durante la beatificazione di Jacinta e Francisco nel 2000. Ancora oggi sono numerose le controversie relative al Terzo Segreto, che secondo alcuni non sarebbe stato ancora totalmente svelato perché foriero di notizie davvero spaventose.
I pastorelli Jacinta e Francisco Marto e la cugina Lúcia dos Santos erano bambini al momento delle apparizioni a Cova di Iria, vicino a Fatima.
I due fratellini morirono giovanissimi tra penitenze e sofferenze, furono beatificati da Papa Giovanni Paolo II nel 2000 e proclamati santi da Papa Francesco nel 2017, nel centenario delle apparizioni.
Invece la cugina Lucia divenne carmelitana scalza. Ebbe apparizioni di Maria e di Gesù Bambino anche in convento, specificamente sulla devozione al Cuore Immacolato di Maria e alla Comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Lucia, il cui nome da monaca è Suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, dal 2023 è venerabile, la causa di beatificazione è chiusa da alcuni anni ed il processo di canonizzazione è depositato presso la Santa Sede.
CHI CONDUCE
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi è felicemente pensionato e nonno. Tuttavia la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra. Per questo ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Infine ha frequentato un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
Altri percorsi con Alberto Vignati per andare alla fonte del mistero
https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2022/04/Papa_Francesco_Fatima.png352566Elisabetta Fezzihttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngElisabetta Fezzi2026-01-14 15:02:162026-01-20 18:44:16Fatima: le apparizioni e i segreti
“L’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine – misteriosa reliquia impressa nel telo noto come Sacro Lino – parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario…” sono parole di Papa Francesco. Quello della Sindone è un mistero che ha sempre affascinato il mondo, commosso i fedeli e sfidato la scienza. Il Sacro Volto ci sollecita in questo momento domande sul significato della vita e ci apre alla contemplazione della Resurrezione.
Penetra il mistero della Sindone grazie al nostro sindonologo
È del Trecento la sua comparsa in Francia, a Lirey, nelle mani del cavaliere Geoffroy de Charny: subito suscita notevole interesse e commozione, ma anche qualche sospetto circa la sua autenticità. Nel 1453 è ceduta alla famiglia Savoia che desidera farne una “reliquia dinastica” per legittimare il proprio ruolo.
Nel 1506 la Santa Sede ne consente il culto pubblico ma pochi anni dopo, nel 1532, un incendio danneggia il sacro lenzuolo custodito nella Sainte-Chapelle del castello di Chambery. La Sindone giunge a Torino nel 1578 e il suo culto è promosso grazie alla riforma cattolica e all’iniziativa di Carlo Borromeo, nuovo Arcivescovo di Milano.
Disgraziatamente gli incendi hanno continuato a lambire la Sindone. L’ultimo incendio, nel 1997, si è sviluppato nella Cappella della Sindone, posta tra la Cattedrale torinese e Palazzo Reale. La sindone ha continuato ad essere venerata e studiata tanto che, non a caso, papa Paolo VI l’ha definita “misteriosa reliquia”.
Alberto Vignati, laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, dopo anni di lavoro in Banca oggi è felicemente pensionato e nonno. La sua passione sono gli studi religiosi e l’arte sacra, per questo ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Infine ha frequentato un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
Altri percorsi con Alberto Vignati per andare alla fonte del mistero
Le apparizioni mariane di Lourdes non sono soltanto un evento storico o un fenomeno devozionale. Continuano a parlare al cuore dell’uomo come richiamo a una fede semplice, alla preghiera e alla fiducia nella misericordia di Dio. In un piccolo villaggio ai piedi dei Pirenei, nel 1858, il cielo ha scelto di manifestarsi attraverso una giovane ragazza povera e fragile, Bernadette Soubirous, affidandole un messaggio di straordinaria profondità spirituale da offrire al mondo intero.
Oggi Lourdes è ancora uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati al mondo, meta di persone in cerca di guarigione, consolazione e senso. Ma cosa accadde realmente? Quale messaggio Maria ha lasciato? E perché quelle parole continuano a risuonare nella vita di tante persone?
Bernadette Soubirous: la forza della semplicità
La Madonna compare di solito a persone semplici e insignificanti
La protagonista delle apparizioni è Bernadette Soubirous, una ragazza poverissima di soli quattordici anni. Era malata, poco istruita, in una parola insignificante. Proprio questa sua fragilità rende ancora più eloquente la scelta di Maria: Dio ama manifestarsi attraverso i piccoli, coloro che non confidano in se stessi ma si aprono con umiltà all’azione della Grazia.
L’11 febbraio 1858, mentre raccoglieva legna presso la Grotta di Massabielle, Bernadette vide una “Signora” luminosa, vestita di bianco, con una fascia azzurra e un rosario tra le mani. Da quel giorno fino al 16 luglio dello stesso anno, le apparizioni furono diciotto.
Bernadette non cercò mai notorietà e fu profondamente avversata, come purtroppo molti dei piccoli che, nella storia, hanno vissuto apparizioni mariane. Subì interrogatori, pressioni, incomprensioni, ma rimase sempre fedele a ciò che aveva visto e ascoltato. La sua vita, dopo Lourdes, fu nascosta, segnata dal silenzio, dalla sofferenza e dalla preghiera: una testimonianza di coerenza evangelica che ancora oggi interpella.
Conosci meglio Lourdes e Bernadette grazie al nostro esperto
I messaggi di Lourdes: preghiera, penitenza, fiducia
Maria a Lourdes rivela di essere “L’Immacolata Concezione”.
I messaggi delle apparizioni mariane di Lourdes sono semplici ma radicali. Maria richiama il Vangelo nella sua essenza più pura.
Il primo grande invito è alla preghiera, in particolare il Rosario, come via per entrare in relazione con Dio e affidargli la propria vita. La preghiera non è fuga dal mondo, ma radicamento profondo nella verità.
Il secondo messaggio è la penitenza, intesa non come mortificazione sterile, ma come conversione del cuore, ritorno all’essenziale, riconciliazione con Dio e con gli altri.
Infine, il 25 marzo 1858, Maria rivela il suo nome: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Parole di grande densità teologica, che confermano il dogma proclamato solo pochi anni prima e che Bernadette, per la sua semplicità e ignoranza, non poteva conoscere néavrebbe potuto inventare.
La grotta e l’acqua: segni di guarigione, speranza e misericordia
Le guarigioni miracolose a Lourdes avvengono grazie alla fede e all’acqua
Durante una delle apparizioni, Maria chiese a Bernadette di scavare nella terra. Da quel gesto apparentemente insensato e umile scaturì una sorgente d’acqua che è ancora al centro della spiritualità di Lourdes.
L’acqua di Lourdes è segno di purificazione, di rinascita, di vita nuova. Milioni di pellegrini la bevono o vi si immergono non per magia, ma come gesto di affidamento, di fede, di abbandono fiducioso. E ottengono guarigioni miracolose: 7.800 sono documentate negli archivi di Lourdes, di queste 72 riconosciute dalla Chiesa come operate da Dio per intercessione di Maria.
Ma Lourdes non è solo il luogo delle guarigioni fisiche, ma soprattutto il luogo delle guarigioni interiori: riconciliazioni, conversioni, ritrovata pace, accettazione della sofferenza. Qui molti riscoprono che Dio non promette l’assenza del dolore, ma una presenza che sostiene.
La Madonna di Lourdes ci invita e riscoprire l’essenziale.
In un mondo segnato da fragilità, solitudine e paura, Lourdes continua a offrire un messaggio di speranza concreta. Maria non promette soluzioni facili, ma indica una strada: tornare a Dio con cuore semplice, affidarsi, pregare, convertirsi.
La serata di approfondimento sulle apparizioni di Lourdes nasce proprio con questo intento: non solo informare, ma aiutare a cogliere il senso spirituale profondo di quegli eventi, lasciando che parlino alla vita di ciascuno.
Le apparizioni mariane di Lourdes non appartengono al passato ma sono un invito sempre attuale a fermarsi, ad ascoltare, a lasciarsi guardare con misericordia. Approfondirle significa aprire uno spazio interiore in cui la fede può rinascere e la speranza ritrovare voce.
Partecipare a un momento di riflessione su Lourdes può diventare un passo di cammino: non per cercare il sensazionale, ma per riscoprire l’essenziale.
CHI CONDUCE
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi è felicemente pensionato e nonno. Tuttavia la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra. Per questo ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Infine ha frequentato un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
Altri percorsi con Alberto Vignati per andare alla fonte del mistero
https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2021/04/apparizione-maria1.jpg362530Elisabetta Fezzihttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngElisabetta Fezzi2026-01-14 14:58:492026-01-20 18:50:45Le apparizioni mariane a Lourdes: messaggi di fede, guarigione e speranza
“L’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine – misteriosa reliquia impressa nel telo noto come Sacro Lino – parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario…” sono parole di Papa Francesco. Quello della Sindone è un mistero che ha sempre affascinato il mondo, commosso i fedeli e sfidato la scienza. Il Sacro Volto ci sollecita in questo momento domande sul significato della vita e ci apre alla contemplazione della Resurrezione.
Penetra il mistero della Sindone grazie al nostro sindonologo
È del Trecento la sua comparsa in Francia, a Lirey, nelle mani del cavaliere Geoffroy de Charny: subito suscita notevole interesse e commozione, ma anche qualche sospetto circa la sua autenticità. Nel 1453 è ceduta alla famiglia Savoia che desidera farne una “reliquia dinastica” per legittimare il proprio ruolo.
Nel 1506 la Santa Sede ne consente il culto pubblico ma pochi anni dopo, nel 1532, un incendio danneggia il sacro lenzuolo custodito nella Sainte-Chapelle del castello di Chambery. La Sindone giunge a Torino nel 1578 e il suo culto è promosso grazie alla riforma cattolica e all’iniziativa di Carlo Borromeo, nuovo Arcivescovo di Milano.
Disgraziatamente gli incendi hanno continuato a lambire la Sindone. L’ultimo incendio, nel 1997, si è sviluppato nella Cappella della Sindone, posta tra la Cattedrale torinese e Palazzo Reale. La sindone ha continuato ad essere venerata e studiata tanto che, non a caso, papa Paolo VI l’ha definita “misteriosa reliquia”.
Alberto Vignati, laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, dopo anni di lavoro in Banca oggi è felicemente pensionato. La sua passione sono gli studi religiosi e l’arte sacra, per questo ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Infine ha frequentato un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
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Elisabetta Fezzi è giornalista e scrittrice creativa. È consulente relazionale esistenziale, counselor professionista ed esperta di scrittura autobiografica. È co-fondatrice e presidente della Famiglia della Luce con Camilla
Molti sanno delle apparizioni a Fatima e dei suoi segreti, forse non tutti sanno che il primo ad apparire a Fatima ai tre pastorelli fu un angelo, che tra il 1915 e il 1916 spiegò l’importanza dei sacrifici in riparazione alle offese contro Dio, e insegnò come pregare e ricevere in modo adeguato l’Eucaristia.
Ma era il 13 maggio 1917 quando Maria apparve per la prima volta ai fratellini Jacinta e Francisco Marto e alla cugina Lúcia dos Santos a Cova di Iria, vicino a Fatima. Pochi anni dopo, nel 1930, queste apparizioni sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa come rivelazioni private e sul luogo è stato costruito un Santuario, visitato da alcuni papi e ripetutamente da San Giovanni Paolo II, che riteneva che Maria lo avesse salvato miracolosamente durante l’attentato.
Penetra i segreti di Fatima grazie al nostro esperto
La cronaca racconta che i tre pastorelli di 10, 9 e 8 anni, videro scendere dal cielo una nube da cui apparve una figura vestita di bianco con in mano un rosario che identificarono con la Madonna. Alla prima apparizione ne seguirono con regolarità altre, sempre il giorno 13 del mese, fino ad ottobre. Poiché venne chiesto a Maria che un evento prodigioso confermasse la veridicità di quanto affermato dai bambini, il 13 ottobre avvenne quello che è stato denominato il “miracolo del sole”: all’improvviso il sole ha iniziato a ruotare cambiando colore e ingrandendosi fino a dare l’impressione che sarebbe caduto sulla terra.
Il messaggio di Maria
Il messaggio che la Nostra Signora di Fatima ha voluto trasmettere sostanzialmente rappresenta un forte invito alla penitenza e alla preghiera, e riguarda molti eventi che sono stati puntualmente confermati dalla storia: la fine della prima guerra mondiale; il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante della prima; la minaccia comunista proveniente dalla Russia, la necessità di consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria ad opera del papa e tutti i vescovi riuniti.
Il segreti di Fatima
Suor Lucia è stata custode dei segreti di Fatima
Alle apparizioni sono legati i “Segreti“, cioè il contenuto dei messaggi della Madonna, che Lucia trascrisse solo tra il 1941 e il 1944 su ordine del vescovo locale. Questi messaggi dovevano rimanere segreti, potevano essere letti solo dal papa ed essere resi noti solo dopo il 1960. Sia Papa Giovanni XXIII che Paolo VI lessero i segreti ma decisero di non rivelarli al mondo, mentre fu Giovanni Paolo II che divulgò il segreto durante la beatificazione di Jacinta e Francisco nel 2000. Ancora oggi sono numerose le controversie relative al Terzo Segreto, che secondo alcuni non sarebbe stato ancora totalmente svelato perché foriero di notizie davvero spaventose.
Il nostro esperto Alberto Vignati ci racconterà la storia delle apparizioni e dei tre pastorelli Jacinta, Francisco e Lúcia. I due fratellini morirono giovanissimi tra penitenze e sofferenze e furono beatificati da Papa Giovanni Paolo II nel 2000. Invece la cugina Lucia divenne carmelitana scalza. Ebbe apparizioni di Maria e di Gesù Bambino anche in convento, specificamente sulla devozione al Cuore Immacolato di Maria e alla Comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese. Lucia, il cui nome da monaca è Suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, è venerabile, la causa di beatificazione è chiusa da alcuni anni ed il processo di canonizzazione è depositato presso la Santa Sede.
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi lavora nel settore bancario. Tuttavia la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra. Per questo ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Infine ha frequentato un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
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L’Associazione promuove percorsi di crescita umana e spirituale, confronto e socialità, ascolto empatico e consulenza esistenziale (counseling) per gli associati, accompagnamento del lutto, incontri di preghiera, testimonianze presso realtà, interviste ai media.
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https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2022/04/Papa_Francesco_Fatima.png352566Famiglia della Luce con Camillahttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngFamiglia della Luce con Camilla2022-04-13 13:55:452022-04-13 13:56:50Fatima: le apparizioni e i segreti raccontati
Perchè a Sant’Ambrogio si deve l’introduzione del canto nella liturgia e l’introduzione del “rito ambrosino” ancora oggi utilizzato nella Chiesa di Milano, unico caso al mondo rispetto all’universalità del “rito romano”. È stato funzionario, vescovo, teologo, scrittore, santo e dottore della Chiesa, una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo.
Una riflessione storica e teologica, una spiegazione appassionata su un santo che che spesso incontriamo senza ben conoscerlo.
SANT’AMBROGIO: UN DOTTO CHIAMATO AD UN ALTO INCARICO…
Uno dei santi più rilevanti dei primi secoli della Chiesa
Aurelio Ambrogio nacque a Treviri, in Germania, intorno al 339-340 d.C da un’illustre famiglia romana di rango senatoriale, la gens Aurelia; suo padre era prefetto del pretorio delle Gallie.
La famiglia si era convertita al cristianesimo già da alcune generazioni, sua sorella Marcellina e suo fratello Satiro vennero venerati come santi.
Era destinato alla carriera amministrativa come il padre, e frequentò le migliori scuole di Roma, dove imparò il greco e studiò diritto, letteratura e retorica, partecipando attivamente alla vita pubblica della città.
SANT’AMBROGIO VESCOVO ACCLAMATO DAL POLOLO
Sant Ambrogio vescovo saggio e caritatevole
Nel 370 divenne governatore per la provincia romana Aemilia et Liguria con sede a Milano, dove divenne una figura di rilievo nella corte dell’imperatore. La sua abilità nel dirimere pacificamente i contrasti tra ariani e cattolici gli valse un largo apprezzamento pubblico.
Nel 374, alla morte del vescovo ariano di Milano, il delicato equilibrio tra ariani e cattolici sembrò precipitare. Si racconta che Ambrogio, preoccupato per la rivolta del popolo per la designazione del nuovo vescovo, si recò in chiesa, dove all’improvviso un bambino urlò «Ambrogio vescovo!», a cui subito si unì la folla.
I milanesi volevano un vescovo cattolico. Ambrogio rifiutò l’incarico, perché si sentiva impreparato tanto che non aveva ancora ricevuto il battesimo, né aveva studiato teologia. Alla fine il popolo si appellò all’imperatore Flavio Valentiniano, che lo costrinse ad accettare. Ricevette il battesimo il 7 dicembre 374 e contestualmente venne ordinato vescovo.
SANT’AMBROGIO SCELSE UNA VITA ASCETICA
La basilica sant’Ambrogio a Milano
Quando divenne vescovo elargì i suoi beni ai poveri. Era uomo di grande carità, tanto che non esitò a spezzare i Vasi Sacri e ad usare il ricavo dalla vendita per il riscatto di prigionieri. La sua sapienza nella predicazione e il suo prestigio furono determinanti per la conversione di Sant’Agostino. Ambrogio fece costruire varie basiliche, di cui quattro ai lati della città, quasi a formare un quadrato protettivo, probabilmente pensando alla forma di una croce.
L’importanza di Milano e la sua attitudine di uomo politico lo portarono a svolgere una forte politica ecclesiastica. Scrisse opere di morale e teologia per combattere a fondo gli errori dottrinali e fu sostenitore del primato del vescovo di Roma. Alla sua morte fu sepolto all’interno della basilica che porta il suo nome fra le spogli dei martiri Gervasio e Protasio.
SANT’AMBROGIO HA INTRODOTTO IL CANTO NELLA LITURGIA
Sant Ambrogio e ha istituito il canto liturgico
L’operato di Ambrogio lasciò un segno profondo nella liturgia: introdusse molti elementi tratti dalle liturgie orientali, in particolare canti e inni. Le sue riforme liturgiche furono mantenute dai suoi successori e costituirono il nucleo del Rito ambrosiano, sopravvissuto all’uniformazione dei riti e alla costituzione dell’unico rito romano voluta da papa Gregorio I e dal Concilio di Trento.
Fu autore di diversi inni per la preghiera, e compì riforme nel culto e nel canto sacro, che introdusse nella liturgia cristiana. Si racconta che introdusse il canto in chiesa per tenere svegli i fedeli in occasione dell’occupazione di una basilica che era stata destinata dall’imperatore al culto ariano. Nel 881 papa Giovanni VIII definì per la prima volta la diocesi “ambrosiana”, termine rimasto ancora oggi per identificare la Chiesa di Milano, e talvolta la stessa città.
Ricostruzione 3D del volto del santo
ALCUNI TRA GLI ARGOMENTI TRATTATI
La Chiesa del quarto secolo
Perché Sant’Ambrogio è dottore della Chiesa
La riforma di Ambrogio
Il rito ambrosiano: peculiarità e tradizione
La ricostruzione del volto del santo effettuata dall’Università degli studi di Milano
CHI CONDUCE
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi lavora nel settore bancario. Ma la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra.
Infatti ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici e ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Ha effettuato anche un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
DOVE E QUANDO SI SVOLGE
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Venerdì 03 Dicembre dalle ore 21,00 alle 22,00
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È riservata agli associati. Se non sei ancora associato o non hai rinnovato la tessera del 2021 la quota annuale è di € 15,00.
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L’Associazione promuove percorsi di crescita umana e spirituale, confronto e socialità, ascolto empatico e consulenza esistenziale (counseling) per gli associati, accompagnamento del lutto, incontri di preghiera, testimonianze presso realtà, interviste ai media.
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https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2021/11/SantAmbrogio.jpg7001200Famiglia della Luce con Camillahttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngFamiglia della Luce con Camilla2021-11-14 15:49:432021-12-03 08:13:40Sant’Ambrogio: da avvocato a vescovo senza volerlo!
⇒ Le iscrizioni sono chiuse. Grazie, alla prossima iniziativa.
In pellegrinaggio mariano
Il pellegrinaggio è tradizione di molte religioni
Il pellegrinaggio è un viaggio verso luoghi sacri o comunque considerati di elevato valore spirituale, può essere svolto sia da soli che in gruppo, sia per motivi di devozione che per ricerca spirituale o penitenza. La tradizione del pellegrinaggio è viva in molte religioni, e anche per il cristianesimo rappresenta una modalità di distacco temporaneo dalle realtà materiali per vivere meglio quelle spirituali. I pellegrinaggi mariani sono quelli più amati.
Cos’è per noi il pellegrinaggio
Per la nostra associazione il pellegrinaggio rappresenta un duplice momento di relazione umana e spirituale. La dimensione umana avviene tra i partecipanti che sono chiamati ad interagire e collaborare per adattarsi alle differenti situazioni incontrate, invece la dimensione spirituale si vive mediante l’incontro con il divino attraverso preghiera, meditazione e contemplazione. I luoghi visitati e la loro intensa storia fungono da filo conduttore.
Perché un pellegrinaggio dove è apparsa Maria?
Maria è apparsa in molti luoghi
Maria è mediatrice perfetta tra l’umano e il divino, è considerata Regina del Cielo e della terra, madre della Chiesa e di molto altro tra cui la famiglia e la pace. L’umanità di Maria la rende molto vicina a noi, contemporaneamente la sua straordinaria esperienza spirituale la avvicina a Dio, tanto da essere considerata redentrice dell’umanità insieme a Gesù.
Maria ha continuato a rendersi visibile e ad apparire sin dai primi secoli dopo Cristo, alcune apparizioni sono state vagliate e riconosciute dalla Chiesa, altre attendono il riconoscimento, altre sono ancora in corso. Svolgere un pellegrinaggio con Maria significa andare alle radici del cristianesimo e della propria fede. Inoltre è bene rammentare che ogni pellegrinaggio mariano offre la possibilità di lucrare l’indulgenza plenaria.
Dove, come e quando svolgeremo il pellegrinaggio
Sei tappe corrispondenti ad altrettanti santuari luoghi di apparizioni e miracoli a cavallo tra le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi.
In autocon brevi tratti a piedi per entrare lentamente e in preghiera nello spirito di umiltà del pellegrino.
Con la guida di Alberto Vignati dell’esperto di storia e arte sacra. Alcuni dei santuari sono decorati con quadri e affreschi di grandissimo valore artistico, e il nostro Alberto Vignati ci aiuterà a comprenderne il significato per favorire il clima di contemplazione.
Con la S. Messa quotidiana celebrata in due dei santuari visitati
Pasti e pernottamento
Sabato a mezzogiorno: pranzo con cestino da viaggio
Sabato sera: cena e pernottamento presso Casa delle Suore Cabrini a Codogno (LO)
Domenica a mezzogiorno: pranzo in trattoria
Luogo di ritrovo e di rientro
Per chi giunge in treno: la stazione ferroviaria di Treviglio (BG)
Per chi giunge in auto: il parcheggio anteriore del Santuario di Caravaggio (BG)
Date di svolgimento
Inizio sabato 26 giugno alle ore 9,00
Termine domenica 27 giugno alle ore 18,00
Programma del pellegrinaggio
Visiteremo santuari mariani costruiti in luoghi riconosciuti dalla chiesa in cui Maria è apparsa nell’arco di 600 anni ed ha lasciato il suo segno con l’acqua e con miracoli che hanno suscitato, attraverso i secoli, una profonda devozione popolare. Il percorso si svilupperà attraverso un anello di circa 250 chilometri.
1ª tappa: Santuario della Madonna della Basella di Urgnano (BG)
Alla Basella di Urgnano (BG) la Madonna è apparsa nell’aprile 1356 ad una ragazza, disperata perché una gelata aveva distrutto il suo raccolto. Su precise indicazioni della Vergine si è scavato e si è trovato l’altare di un antico tempio, così il vescovo ha deciso di costruire immediatamente un Santuario, restaurato dal Colleoni nella metà del 1400.
2ª tappa: Santuario di Fontanelle di Montichiari (BS)
A Fontanelle di Montichiari (BS) ha avuto inizio il culto di Maria con titolo di “Rosa Mistica e Madre della Chiesa”. Anche se le apparizioni e le rivelazioni alla veggente avvenute a partire dal 1947 non sono ancora riconosciute ufficialmente, questo luogo è oggetto di un’imponente devozione e si verificano conversioni e guarigioni fisiche e spirituali. Maria è rappresentata con tre rose (bianca, rossa, gialla) che rappresentano preghiera, penitenza e sacrificio. Si può accedere alla fonte tramite una Scala Santa da percorrere in ginocchio.
3ª tappa: Santuario di Santa Maria della Misericordia a Castelleone (CR)
A Santa Maria della Misericordia di Castelleone (CR) Maria è apparsa nel 1511 guarendo e convertendo molte persone e chiedendo la costruzione della chiesa che visiteremo.
4ª tappa: Tempio dell’Incoronata a Lodi
All’Incoronata di Lodi nel 1487 sono accaduti eventi miracolosi legati a un’immagine di Maria posizionata in un quartiere malfamato, dove al posto di un postribolo la Madonna ha chiesto la costruzione di una chiesa a lei dedicata, che oggi si presenta come uno scrigno di magnifiche opere d’arte incastonato nel centro cittadino.
5ª tappa: Santuario di Santa Maria della Croce a Crema (CR)
A Maria della Croce a Crema (CR) la Madonna è apparsa nel 1490 con miracoli e segni prodigiosi. Deve la sua forma circolare al ricordo di un cerchio luminoso comparso attorno al sole che, per tre volte, è sceso verso il luogo dell’apparizione ed è poi risalito scomparendo definitivamente. Nel luogo in cui si trovava in origine il crocifisso un bassorilievo di Maria ha pianto nel 1800.
6ª tappa: Santuario di Santa Maria al Fonte a Caravaggio (BG)
A Santa Maria al Fonte a Caravaggio (BG) Maria è apparsa nel 1432 lasciando come segno una fonte di acqua tuttora sgorgante simbolo dell’abbondanza della grazia divina. Come ogni luogo di culto mariano la sua storia è segnata di miracoli, guarigioni e liberazioni ed è uno dei santuari più visitati in Lombardia
CHI CONDUCE IL PELLEGRINAGGIO
Elisabetta Fezzi è cofondatorice e presidente dell’Associazione Famiglia della Luce con Camilla, giornalista, counsellor pastorale ed esperta di scrittura autobiografica. È formatrice, scrittrice e ministro straordinario della Comunione nella sua comunità pastorale.
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi lavora nel settore bancario. Ma la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra. Infatti ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Ha effettuato anche un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
Fabrizio Penna è cofondatore dell’Associazione Famiglia della Luce con Camilla, giornalista, dottore in scienze e tecniche psicologiche, mediatore familiare ed esperto di formazione professionale e relazione d’aiuto. È ministro straordinario della Comunione nella sua comunità pastorale.
ALL’INIZIO DEL PERLLEGINAGGIO MANCANO:
0Giorni0Ore0Minuti0Secondi
COSTO
⇒ Le iscrizioni sono chiuse. Grazie, alla prossima iniziativa.
Il costo del pellegrinaggio è di € 150,00 e comprende
i trasferimenti in auto,
le visite,
l’accompagnamento di una guida,
tutti i pasti e il pernottamento.
Chi intende arrivare in loco venerdì sera dovrà provvedere in autonomia.
È riservato agli associati: associarsi è molto semplice e lo puoi fare ora…
È riservato agli associati: associarsi è semplice e lo puoi anche fare ora…
PER GLI ASSOCIATI 2021
Se sei un associato in regola 2021 puoi procedere direttamente con l’iscrizione versando la quota di partecipazione con Pay Pal o con Bonifico bancario. Puoi iscrivere contemporaneamente più persone purché siano già associate. ⇒ Le iscrizioni sono chiuse. Grazie, alla prossima iniziativa.
L’Associazione promuove percorsi di crescita umana e spirituale, confronto e socialità, ascolto empatico e consulenza esistenziale (counseling) per gli associati, accompagnamento del lutto, incontri di preghiera, testimonianze presso realtà, interviste ai media.
Se non sei ancora associato fallo ora. Ti aspettiamo!
https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2021/04/pellegrinaggio.jpg5001250Famiglia della Luce con Camillahttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngFamiglia della Luce con Camilla2021-04-26 16:35:472021-06-15 20:59:14Pellegrinaggio mariano: apparizioni nella bassa Lombardia IN PRESENZA
“L’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine – misteriosa reliquia impressa nel telo noto come Sacro Lino – parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario…” sono parole di Papa Francesco. Quello della Sindone è un mistero che ha sempre affascinato il mondo, commosso i fedeli e sfidato la scienza. Il Sacro Volto ci sollecita in questo momento domande sul significato della vita e ci apre alla contemplazione.
Penetra il mistero della Sindone grazie al nostro sindonologo
Nel Trecento compare in Francia, a Lirey nelle mani del cavaliere Geoffroy de Charny e suscita notevole interesse e commozione, ma anche qualche sospetto circa la sua autenticità. Nel 1453 è stata ceduta alla famiglia Savoia che desiderava farne una “reliquia dinastica” per legittimare il proprio ruolo.
Nel 1506 la Santa Sede ne ha consentito il culto pubblico ma pochi anni dopo, nel 1532, un incendio ha danneggiato il sacro lenzuolo custodito nella Sainte-Chapelle del castello di Chambery. La Sindone è giunta a Torino nel 1578 e il suo culto è stato promosso grazie alla riforma cattolica e all’iniziativa di Carlo Borromeo, nuovo Arcivescovo di Milano.
Disgraziatamente gli incendi hanno continuato a lambire la Sindone, l’ultimo dei quali nel 1997 si è sviluppato nella Cappella della Sindone posta tra la Cattedrale torinese e Palazzo Reale. La sindone ha continuato ad essere venerata e studiata e papa Paolo VI non a caso l’ha definita “misteriosa reliquia”.
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi lavora nel settore bancario. Tuttavia la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra. Per questo ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Infine ha frequentato un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
DOVE E QUANDO SI SVOLGE
ONLINE Mercoledì 13 Aprile 2022 dalle ore 21,00 alle 22,30
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Conferenza gratuita con obbligo di iscrizione.
È riservata agli associati: se non sei ancora associato o non hai rinnovato la tessera questo è il momento giusto!
È giornalista pubblicista esperto del settore eno-agro-alimentare, è psicologo, counselor professionista e mediatore familiare. È anche co-fondatore dell’associazione Famiglia della Luce con Camilla e titolare di Ascolti di Vita.
Venerdì 19 Marzo è la festività liturgica di San Giuseppe, che interrompe temporaneamente la quaresima.
Desideriamo dedicare un’intera settimana a conoscere meglio questa straordinaria figura che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia della salvezza. Lo faremo partendo dalla lettera apostolica “Patris corde” che Papa Francesco ha scritto l’8 Dicembre 2020 in occasione dei 150 anni della dichiarazione di San Giuseppe patrono della Chiesa ad opera del Beato Papa Pio IX.
MEDITAZIONI QUOTIDIANE DI MONS. FRANCO CECCHIN SU YOUTUBE
Da lunedì 15 Marzo fino a domenica 21 Marzo verranno pubblicate quotidianamente sul nostro canale You Tube le riflessioni di Mons. Franco Cecchin.
Saranno sette soste meditative che sveleranno le sette qualità che Papa Francesco riconosce a San Giuseppe rispetto alla sua paternità: Padre amato, Padre della tenerezza, Padre dell’obbedienza, Padre dell’accoglienza, Padre del coraggio, Padre della laboriosità e Padre della discrezione.
Mons. Franco Cecchin è sacerdote dal 1969 ed ha conseguito la Laurea in Teologia nel 1972. Nella città di Milano si è interessato prima di giovani elaborando una pastorale organica per i preadolescenti, poi di formazione catechistica per gli adulti. È giornalista pubblicista ed ha collaborato con importanti testate, inoltre ha scritto tre trilogie, una di commenti ai documenti pontifici, una dedicata alle lettere paoline e un commentario al lezionario di rito ambrosiano. È stato parroco per molti anni a Basilio (MI), prevosto della Basilica di Lecco e coordinatore decanale di 27 parrocchie. Ora è assistente diocesano ambrosiano del Movimento della Terza Età.
Inoltre venerdì sera, festività di San Giuseppe, dalle ore 21,00 alle ore 22,30 su Meet, il preparazione alla festività del giorno successivo, verrà proposto gratuitamente agli associati un insegnamento sulla figura di San Giuseppe da parte del nostro esperto di storia e arte biblica Alberto Vignati, che ci farà scoprire alcuni retroscena interessanti ed alcune ricostruzioni storiche sulla vita schiva di questo grande santo.
Alberto Vignati è laureato in Economia e Commercio all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e oggi lavora nel settore bancario. Ma la sua passione è negli studi religiosi e nell’arte sacra.
Infatti ha acquisito il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici ed ha frequentato un Master in Scienza e Fede presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Ha effettuato anche un corso in Arte Fede e Cultura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Conferenza gratuita con obbligo di iscrizione.
È riservata agli associati.
Se non sei ancora associato o non hai rinnovato la tessera questo è il momento giusto!
Gli iscritti riceveranno un link personale per accedere alla piattaforma di videoconferenza Meet.
È giornalista pubblicista esperto del settore eno-agro-alimentare, è psicologo, counselor professionista e mediatore familiare. È anche co-fondatore dell’associazione Famiglia della Luce con Camilla e titolare di Ascolti di Vita.
https://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2021/03/trucioli-di-san-giuseppe.jpg12801920Fabrizio Pennahttps://famigliadellaluce.it/wp-content/uploads/2020/08/logo-vert-small-1-247x300.pngFabrizio Penna2021-03-12 11:03:452021-03-12 16:58:41Trucioli di San Giuseppe
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