Teoria Polivagale e Spiritualità Cristiana
Integrare la Neurofisiologia della Sicurezza nella Preghiera e nella Meditazione
Integrare la Neurofisiologia della Sicurezza nella Preghiera e nella Meditazione
Negli ultimi decenni, la ricerca neuroscientifica ha profondamente ampliato la comprensione del sistema nervoso e delle sue connessioni con la salute mentale ed emotiva. Tra queste scoperte, la teoria polivagale, proposta dal neuroscienziato Stephen W. Porges (1995, 2011, 2021), si distingue per il suo approccio innovativo alla regolazione emotiva, alla sicurezza e alla connessione sociale.
La Teoria Polivagale, che è strettamente intrecciata alla Scienza della Sicurezza, permette di comprendere in che modo il trauma blocchi lo sviluppo della capacità di regolazione del Sistema Nervoso Autonomo, impedendo la ricerca di connessione ed intrappolandolo all’interno di pattern di protezione.

Il Nervo Vago nei suoi tratti dorsale e ventrale è fondamentale nella teoria polivagale
La Teoria Polivagale descrive come il Nervo Vago, il 10° nervo cranico, giochi un ruolo centrale nel determinare i nostri stati di sicurezza, stress e dissociazione.
Secondo Porges il Nervo Vago, il più lungo di tutto l’organismo (il nome deriva dal fatto che “vaga” per gran parte del corpo), innerva e regola il funzionamento dei principali organi interni.
Il Nervo Vago è un sistema complesso con rami distinti, ciascuno dei quali regola la risposta fisiologica sia alle condizioni di insicurezza percepita che alle situazioni sicure. Comprendere questo meccanismo offre non solo strumenti per la psicoterapia e la gestione dello stress, ma anche per le pratiche spirituali.
Infatti la spiritualità cristiana ha da sempre enfatizzato l’importanza della pace interiore, della contemplazione e della connessione con Dio, tutti aspetti profondamente legati alla regolazione del Sistema Nervoso Autonomo direttamente implicato della Teoria Polivagale.
La teoria polivagale distingue tre stati principali del Sistema Nervoso Autonomo – SNA, che si chiama così perché è autonomo dalla coscienza, cioè agisce indipendentemente dalla nostra coscienza immediata. Approfondendo, il Sistema Nervoso Autonomo influenza il comportamento, le emozioni e la percezione della realtà, oltre al funzionamento dei principali organi interni. Nello specifico il Sistema Nervoso Autonomo è costituito da due branche, quella del Simpatico, che attiva le funzioni psico-organiche, e quella del Para-Simpatico, che disattiva e riporta alla calma.
Il dott. Steven Porges ha scoperto che il Sistema Nervoso Autonomo Para-Simpatico si biforca attraverso il Nervo Vago nel ramo dorso-vagale (filogeneticamente più antico) e nel ramo ventro-vagale (evolutivamente più recente).
Questi due rami, fino a pochi anni fa sconosciuti, sono responsabili di due risposte organiche e comportamentali molto diverse evolute nell’arco di milioni di anni. I rami dorso-vagale e ventro-vagale gestiscono i meccanismi che ci permettono di sentirci sicuri e creare sicurezza, rendendo possibile il benessere e la connessione sociale.
Tra i due sistemi esiste una precisa gerarchia e una specifica funzione:
Il ramo dorso-vagale del nervo vago si attiva di fronte a minacce percepite e regola la risposta di congelamento o dissociazione. È stato il primo ad evolversi circa 500 milioni di anni fa. Quando siamo in questo stato ci sentiamo MOLTO INSICURI E SPENTI, sopraffatti o traumatizzati, possiamo percepire stanchezza, apatia o alienazione spirituale.
I pensieri sono lenti e depressivi, dominati da tristezza e delusione. In questo stato, la connessione con Dio e con la comunità diventa difficile, perché il corpo e la mente sono chiusi e isolati, si vive uno stato di disperazione, vuoto e mancanza di senso.
Il sistema simpatico si attiva di fronte a paure percepite e in questo stato, il corpo si prepara all’azione, cioè attacco o fuga. Si è evoluto circa 400 milioni di anni fa. Quando siamo in questo stato ci sentiamo INSICURI E IPER-ATTIVATI, aumentano la frequenza cardiaca, la respirazione rapida e la tensione muscolare.
I pensieri sono rapidi e sovente ossessivi, spesso con sfumature maniacali o paranoiche. Anche nella vita spirituale, questo stato può emergere durante conflitti interiori, ansia o sensi di colpa, rendendo difficile concentrarsi sulla preghiera o sull’ascolto della propria interiorità.
Il ramo ventro-vagale del nervo vago supporta la connessione sociale e la calma interiore. È stato l’ultimo ad evolversi circa 200 milioni di anni fa. Quando siamo in questo stato, ci sentiamo SICURI E CONNESSI, aperti alla relazione con gli altri e ricettivi alla spiritualità.
I pensieri sono precisi e coerenti, pro-attivi e volti alla costruzione di nuove esperienze e relazioni. È lo stato ideale per la preghiera, per la meditazione e la contemplazione cristiana, perché favorisce un’esperienza profonda di presenza e comunione con Dio che apre alla speranza e al perdono compassionevole di sé e del prossimo.

Gli stati della teoria polivagale possono essere rappresentati su una scala
Gli stati polivagali possono essere visualizzati e sperimentati facendo riferimento all’immagine simbolica di una scala, attraverso la quale si può scendere e salire, ma anche restare bloccati in uno dei gradini inferiori dominati dall’insicurezza.
Questi stati non sono solo teorie astratte, ma hanno un impatto diretto sulla salute fisica e mentale di ognuno di noi. Lo stress cronico, ad esempio, può mantenere il corpo in modalità simpatica, con effetti negativi su cuore, digestione e sonno. La dissociazione dorsale, invece, può ridurre la capacità di sentire gioia o sicurezza, con ripercussioni sugli organi interni.
Di fatto comprendere questi meccanismi offre un ponte tra neuroscienza e spiritualità: pratiche contemplative cristiane come la preghiera silenziosa, la meditazione o il canto liturgico possono agire come strumenti naturali di regolazione nervosa. In questo senso, la spiritualità diventa anche una pratica di resilienza emotiva, capace di modulare i sistemi polivagali.
La tradizione cristiana ha sempre valorizzato rituali, preghiera, contemplazione e meditazione come strumenti di connessione con Dio. Ed ecco che la teoria polivagale offre una lente scientifica per comprendere perché queste pratiche spirituali funzionano così profondamente a livello psico-fisico.
Quando preghiamo con calma e consapevolezza, stimoliamo il ramo ventrale del nervo vago. La preghiera influisce positivamente sul nostro senso di sicurezza, riducendo ansia e tensione. La respirazione lenta, le posture rilassate e il contatto visivo o mentale con immagini sacre, come avviene nella contemplazione, favoriscono la coerenza cardiaca, un indicatore di benessere polivagale.

La Parola di Dio contiene molti inviti alla regolazione emotiva e alla connessione
Molti versetti biblici sottolineano l’importanza della pace e della tranquillità interiore.
Frasi come «Non siate in ansia per cosa alcuna, ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e suppliche con ringraziamenti» (Fil 4,6), oppure «…non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete» (Mt 6,25), o ancora «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo» (Mt 11,28) possono essere reinterpretate come indicazioni di regolazione polivagale, invitando il credente a favorire stati di sicurezza interna.
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La spiritualità cristiana si sposa perfettamente con la teoria polivagale
Integrare la teoria polivagale nella pratica cristiana porta numerosi vantaggi:
La teoria polivagale offre una mappa neuroscientifica per comprendere come corpo e mente rispondono allo stress e alla connessione sociale. La scienza della sicurezza aiuta a comprendere la sicurezza a livello biologico e neurologico, essenziale per il benessere. La spiritualità cristiana, con la sua enfasi sulla preghiera, la meditazione e il canto, può essere vista come un insieme di pratiche capaci di modulare il sistema nervoso, favorendo sicurezza, empatia e connessione con Dio.
Integrare queste conoscenze significa non solo approfondire la vita spirituale, ma anche promuovere benessere emotivo e resilienza psicologica. Attraverso esercizi di respirazione, meditazione e canto, è possibile vivere una spiritualità più consapevole, radicata nella pace interiore e nella presenza divina, in armonia con il nostro corpo e la nostra mente.
Ulteriori info sulle iniziative dell’associazione:
366 207 2156 ti risponde Elisabetta


È giornalista pubblicista esperto del settore eno-agro-alimentare, è psicologo, counselor professionista e mediatore familiare. È anche co-fondatore dell’associazione Famiglia della Luce con Camilla e titolare di Ascolti di Vita.




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